11/03/2009
IL COLLEZIONISMO? una trappola!
Il collezionismo, un tempo destinato a ristretti ambiti sociali, e rivolto soprattutto ad oggetti d’arte, sta oggi dilagando in vasti ambiti della popolazione. Negli ultimi anni la passione nel raccogliere oggetti si è evoluta, ampliata, interessando vari strati sociali: un vero e proprio fenomeno di costume che conta migliaia di appassionati.Ciò è essenzialmente dovuto all’ampia scelta ed al basso costo iniziale. Si colleziona di tutto: fumetti, cataloghi, orologi, bambole, fate, folletti, gadget, schede telefoniche, figurine...Miniature di ogni tipo, a partire dalle sorprese dei famosi ovetti di
cioccolata, avete presente i puffi? Si proprio quei buffi gnomi blu, che abitano in casette bianche ricavate dai funghi. Ogni puffo con un suo ruolo ben definito: puffo Pasticciere, puffo Musicista, puffo Dormiglione, ecc, e su tutti il capo supremo, il Grande puffo con barba bianca, pantaloni e cappello rosso. Il cattivo non manca: Gargamella ed il fedele gattoBirba, con l’idea fissa di catturare i puffi per poterli cucinare nel grande pentolone. Unica figura femminile, Puffetta. Creati dal cartoonist belga Pierre Cuillford, detto Peyo, ormai più di cinquant’anni fa, continuano ad appassionare grandi e bambini. Alcuni di loro, rispetto alla loro disponibilità sul mercato e all’anno di fabbricazione, possono raggiungere prezzi di tutto rispetto. Pare che Orietta Berti ne abbia più di 300, meno di quanto ne conti dj Francesco, circa 500. E poi, scagli la prima pietra chi non ha mai collezionato le famose figurine panini, quelle dei giocatori! E ancora quelle, destinate alle bambine , candy candy, heidy, la sirenetta...Ce l’ho, ce l’ho, mi manca …e avanti a scambiarsi le figurine, sfogliando quegli album che si gonfiavano sempre di più. Si, perché una caratteristica del collezionista è quella della catalogazione e della perfezione, che porta a visitare mercatini, siti, negozi per poter scambiare doppioni e trovare il pezzo mancante, il pezzo per cui si farebbero follie. Con internet poi, le distanze non contano; ogni giorno milioni di utenti acquistano e vendono un pezzo della propria collezione. Ogni epoca poi ha le sue collezioni di moda. Se negli anni ’70 si raccoglievano i mitici miniassegni, gli anni seguenti hanno visto nascere la mania per gli swatch, le tessere telefoniche, e così via. Come non menzionare oggi i fumetti, che, da oggetti di lettura e comunicazione di massa, hanno richiamato l’attenzione crescente di appassionati di arti grafiche, entrando meritatamente nell’olimpo delle arti figurative, grazie a disegnatori-artisti come Bonvi, Pratt, Manara, Crepax, Pazienza…grandi disegnatori si sono succeduti alla realizzazione grafica di Diabolik, nato nel ’62 e sopravvissuto alla scomparsa delle “genitrici” sorelle Giussani. Crescono i collezionisti di fumetti stranieri.Grande successo gli “anime”, cioè i cartoni animati tratti dai fumetti giapponesi, i “manga”, diffusi in tutto il mondo dagli anni ‘80. Il crescente valore di questi fumetti, ha portato alla fondazione di un museo a kyoto, destinato alla collezione, conservazione e diffusione di questa forma d’arte. Un interesse che nasce e si sviluppa dal grande fascino esercitato dalla cultura giapponese. Tra le collezioni più stravaganti quella di preservativi. Una collezione che tutti vorremmo avere? Quella di conti in banca!
Ma qual è la spinta al collezionismo? Piacere del possesso, tentativo di vincere il tempo, catalogando non solo gli oggetti ma anche la memoria: guardare una collezione vuol dire sfogliare un diario, ogni oggetto riporta a momenti e tempi diversi, a volte lontani, molto lontani.Desiderio di ricostruire il mosaico colorato dell’infanzia…Ma anche desiderio dell’uomo di sconfiggere la morte, di vivere nelle cose raccolte per mezzo e attraverso di esse, “in un anelito di eternità”. A conforto di questa tesi il testamento di Gabriele Vendramin, collezionista veneto del ‘500, di “anticaglie”, che voleva salvare dalla distruzione tutte quelle cose preziose raccolte nel tempo, non solo per la loro eccellenza e rarità, ma anche per la “faticha de mente e di corpo” che gli erano costate per averle. Ed ancora le malinconiche riflessioni del cardinale Borromeo sugli effetti distruttivi del tempo, sulla caducità delle cose umane, per cui “era da desiderarsi per il bene dell’umanità che giungessero fino a noi le copie degli antichi quadri più famosi; con che le passate età avrebbero prestato alle posteriori un gran servizio”. Proiettare il proprio nome nel futuro, entrare nella memoria collettiva dei cittadini, questo l’impulso alla base di molte donazioni di collezioni importanti ad enti pubblici. Ma forse il segreto del fenomeno del collezionismo è la ricerca: ricerca incessante del pezzo mancante, desiderio mai completamente soddisfatto. Si comincia con l’idea di riuscire ad avere tutto, poi andando avanti ci si rende conto che la collezione più bella è quella che…deve essere ancora completata!!!
ALLA BASE DI TUTTO: IL DIVERTIMENTO!!!
10:10 Scritto da: iogriselda | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: collezioni, puffi, manga, anime, fumetti, diabolik | OKNOtizie |
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